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lunedì 7 aprile 2014

Il Misticismo sensuale di Gian Lorenzo Bernini

Gian Lorenzo Bernini
Gian Lorenzo Bernini fu uno dei personaggi più influenti del Seicento italiano nacque a Napoli nel 1598 e morì a Roma nel 1680.  Architetto, scultore, pittore, scenografo, scrittore di teatro è senza ombra di dubbio il massimo protagonista della cultura figurativa barocca.
In lui fu sempre presente la ricerca dell’effetto scenografico, avendo cura di fondere scultura e architettura in un’unica spazialità, nella quale anche la luce veniva magistralmente controllata.
Tutte le sue opere sono degli autentici capolavori ma una in particolare rappresenta il periodo cruciale della ricerca berniniana, un’opera nella quale confluiscono tre arti architettura, scultura e pittura, si tratta de l’Estasi di Santa Teresa d’Avila, custodita nella cappella Cornaro in Santa Maria della Vittoria a Roma, realizzata nel 1647-1652.
Questa scultura venne commissionata a Bernini dal cardinale Federico Cornaro per la cappella di famiglia all'interno della quale realizzò uno dei suoi capolavori più celebrati. Tutta la cappella venne concepita come uno spazio teatrale, tipicamente barocco, con tanto di palchetti laterali da cui si affacciano i committenti per ammirare l’evento miracoloso ovvero la Santa spagnola che viene "attaccata" dalla fede, simbolicamente rappresentata dalla freccia che sta scagliando l’angelo e dai raggi divini in bronzo che giungono dall’alto.

L'Estasi di Santa Teresa d’Avila 1647-1652
In questo fastoso impianto scenico Bernini abbandona la compostezza classicheggiante della scultura rinascimentale e Santa Teresa e l’angelo sembrano i protagonisti di un quadro vivente, persino le pieghe delle vesti sono talmente vive da sembrare seta. Bernini immaginario idealizzò la Santa distesa, quasi sospesa e un sorridente angelo in procinto di trafiggerle il cuore con una freccia, dietro i due protagonisti una cascata di raggi luminosi che sembra alludere alla presenza divina.

Misticismo e sensualità in questa scultura sono legati da un legame sottile quasi impercettibile al limite dell’erotismo infatti il rapimento estatico sembra confinare con l’estasi sensuale sottolineato dall’espressione del volto abbandonato, il capo piegato all’indietro e dagli indumenti scomposti.
Bernini era prima di ogni cosa uomo di teatro e dunque perfetto conoscitore delle tecniche e dei trucchi ottici proprio per questo con l’Estasi di Santa Teresa d’Avila è riuscito ad impostare un vero e proprio spettacolo, con conseguente effetto magico della Santa sospesa a mezz'aria.
Quest’opera oltre a produrre un effetto di incredibile ammirazione per la messa in scena finisce soprattutto per suscitare un forte impatto emotivo per chi la guarda, l’immedesimazione è data soprattutto dall’enigmatica espressione della Santa che contribuisce a coinvolgere lo spettatore dato il suo status di opera sacra che rivolgendosi ai sensi diventa anche esperienza interiore.

venerdì 4 aprile 2014

La passione nel marmo di Auguste Rodin

Auguste Rodin
François-Auguste-René Rodin è nato a Parigi il 12 novembre 1840  ed è morto a Meudon il 17 novembre 1917 è stato uno dei più grandi scultori e pittori francesi.
Il suo era uno straordinario talento dato dalla relazione tra straordinaria manualità e intrinseca abilità di trasferire nei suoi lavori l’emozionalità naturale, inquieta, lui stesso sosteneva che il corpo e' un calco su cui s' imprimo le passioni e con la sua mano Rodin andava continuamente alla ricerca del piacere carnale.
Tra le sue opere più famose ricordiamo Le Blaiser, meglio conosciuto come Il Bacio, un massiccio gruppo scultoreo del 1886, ispirato alla vicenda dantesca di Paolo e Francesca, i due amanti morti a causa della loro stessa passione. Quest’opera ha contribuito, assieme a molti altri schizzi e disegni raffiguranti corpi femminili in pose audaci, ad attribuirgli l' immagine di artista erotico.
In ogni sua realizzazione ciò che viene posto in primo piano è senza dubbio il corpo della donna ma il suo intento non si limitava a rappresentarlo solo da un punto di vista estetico, più che altro il suo obiettivo era rendere visibile l’intreccio di impulsi e di sensazioni tipici dell'animo femminile.

Il Bacio 1886

La scultura Il Bacio raffigura i due corpi nudi di Paolo e Francesca abbandonati al desiderio l’uno nelle braccia dell’altro, avvinghiati nel momento in cui incontrano i loro occhi, in cui i loro respiri si confondono, un bacio disperatamente cercato, trattenuto, difeso, lungo un istante che non vuole smettere di esistere e di essere, un bacio completamente indifferente allo sguardo altrui.
La tecnica dell'artista basandosi su un continuo gioco di vuoti e di pieni riesce a dare vita alla materia tanto da lasciare percepire i movimenti sequenziali dei due amanti. 
Il Bacio, si trova esposto al Musee Rodin di Parigi.

Curiosità: Secondo alcuni la coppia de Il Bacio sarebbe in realtà il ritratto dello stesso Rodin e della sua amante Camille Claudel.


Io scelgo un blocco di marmo e taglio via tutto ciò che non è necessario

giovedì 3 aprile 2014

La perfezione di Antonio Canova

Antonio Canova - 1792
Antonio Canova è stato un pittore e uno scultore ma soprattutto è considerato il massimo esponente del Neoclassicismo e l'ultimo grande artista della scultura italiana. Nasce a Possagno il 1 novembre del 1757 e muore a Venezia il 13 ottobre 1822.
Nelle sue opere Canova è evidente come sia continuamente alla ricerca della bellezza ideale quella che nasce dall'idea dell'artista sulla perfezione che non è possibile ritrovare in natura.

Amore e Psiche è una delle sue opere più affascinanti, la sua sensuale raffinatezza è data dall'empatia che riesce inevitabilmente a suscitare. 
E' un'opera realizzata in tre diverse versioni,  ognuna delle quali porta su di sé delle importanti differenze, ma la prima, che fu realizzata da Canova fra il 1788 e il 1793, oggi esposta al Museo Louvre di Parigirimane la più affascinante e universalmente conosciuta. 
Si tratta di una meravigliosa scultura in marmo bianco che rappresenta il dio dell’Amore nell’atto di guardare la sua amata Psiche, nel momento prima di sfiorarle le labbra.

Amore e Psiche 1788 - 1793 

Si intravede una certa tensione che pian piano si scioglie nell'attimo che precede il bacio. La posizione assunta dai corpi perfetti riflette una dinamica sensuale e amorosa che sembra sospendere il tempo e mentre i due amanti si contemplano a quell'istante infinito viene consegnato l'eternità.
La scultura Amore e Psiche realizzata secondo i canoni di lavorazione stabiliti da Canova è in grado di creare un effetto di luce che sembra quasi di ricreare l’armonia della pelle ma ciò che rende veramente immortale quest'opera è l’eleganza dei gesti, quelli del dio Amore che contempla in una posa dolce e sensuale la sua amata e poi l’abbandono di Psiche, in attesa del bacio del suo amante mentre le copre delicatamente un seno.
Guardando quest'opera è possibile comprendere l'ideale del bello di Canova, la perfezione data dalla grazia dei corpi e dei volti ma soprattutto attraverso quest'opera è possibile vedere l'amore che prende forma in un tempo atteso ed eterno, negli sguardi che annullano tutto il resto, nelle carezze che accolgono tutto, quest'opera è la sintesi visiva dell'amore che non si dice.

Ho letto che gli antichi una volta prodotto un suono erano soliti modularlo, alzando e abbassando il tono senza allontanarsi 
dalle regole dell'armonia. Così deve fare l'artista che lavora ad un nudo

venerdì 21 marzo 2014

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Pittura, Fotografia, Scultura